
Le misure di Sicurezza e i mezzi di controllo da adottare nella messa
a punto e nella modifica di laser e/o apparati laser sono specificati nella
norma
CEI fascicolo 1381G denominata "Guida per l'utilizzazione di apparati
laser per laboratori di ricerca". Tale norma si affianca alla
Norma CEI 76-2 riguardante la sicurezza delle radiazioni di apparati laser.
Vengono qui riportate esclusivamente alcune note riassuntive per una
sua più immediata applicazione della norma ai casi specifici presenti
presso i laboratori nazionali di Legnaro.
Procedure di sicurezza e Responsabilità
In attesa di formare personale specialistico per la funzione di Tecnico
Laser con competenze specifiche relativi ai problemi di sicurezza (TSL)
tale ruolo sarà assunto dal Responsabile del Servizio Prevenzione
e Protezione.
- Il TSL consiglia le misure di sicurezza e gli
appropriati controlli;
- Il Direttore tramite il Responsabile dell’Esperimento
che impiega il laser e/o l’apparato laser è responsabile dell’acquisizione
e della messa in atto delle protezioni necessarie;
- gli operatori qualificati direttamente coinvolti
sono responsabili dell’utilizzo del sistema laser in osservanza alle misure
di sicurezza relative.
Classificazione
I laser sono classificati in classi crescenti di rischio:
classe 1: laser
che sono sicuri nelle condizioni di funzionamento ragionevolmente prevedibili
classe 2: laser
che emettono radiazione visibile nell’intervallo di lunghezze d’onda tra
400 e 700 nm. La protezione dell’occhio è normalmente assicurata
dalle reazioni di difesa, compreso il riflesso palpebrale
classe 3A: laser che sono sicuri
per la visione ad occhio nudo. Per i laser che emettono nell’intervallo
di lunghezze d’onda tra 400 e 700 nm, la protezione è assicurata
dalle reazioni di difesa, compreso il riflesso palpebrale. Per le altre
lunghezze d’onda il rischio per l’occhio nudo non è superiore a
quello di Classe 1. La visione diretta del fascio dei laser di Classe 3A
con strumenti ottici (per es. binocoli, telescopi, microscopi) può
essere pericolosa.
classe 3B: la visione diretta del
fascio di questi laser è sempre pericolosa. La visione di riflessioni
diffuse è normalmente pericolosa.
classe 4: laser
che sono in grado di produrre riflessioni diffuse pericolose. Possono causare
lesioni alla pelle e potrebbero anche costituire un pericolo di incendio.
Il
loro uso richiede un’estrema cautela.
E’ responsabilità del costruttore o
del suo agente fornire la corretta classificazione di un apparecchio laser.
Se la modifica da parte dell’utilizzatore di un apparecchio già
classificato influenza un aspetto qualunque delle prestazioni dell’apparecchio
o delle sue funzioni, la persona o l’organismo che effettua tale modifica
ha la responsabilità di assicurare la riclassificazione e
la nuova targatura dell’apparecchio laser.
Misure di Sicurezza obbligatori
per i laser di classe 3B e 4
Dove praticabile devono essere usati schermi protettivi. Tali schermi
devono essere dotati di appositi cartelli di avvertimento sulle parti asportabili
o in prossimità delle connessioni di servizio segnalanti il rischio
dovuto a possibili rimozioni o sconnessioni.
In assenza di schermi protettivi, e comunque in ogni caso, è
opportuno valutare l’opportunità di:
- individuare restrizioni agli accessi
- proteggere gli occhi
- attuare controlli sull’area
- applicare barriere o attenuatori
- imporre opportune indicazioni procedurali
- avviare un programma di istruzione e addestramento degli adeguati
Oltre a quanto sopra indicato risulta obbligatorio:
L’uso del connettore di blocco a distanza:
collegato ad un sezionatore di blocco di emergenza centrale e collocato
in prossimità della zona in cui si svolge l’attività sperimentale.
Può essere sostituito con sistemi di blocco di sicurezza del locale,
della porta o degli infissi.
Il comando a chiave: quando non
in funzione ogni apparecchio deve essere protetto contro ogni uso non autorizzato
dalla rimozione della chiave di comando.
L’arresto del fascio o l’attenuatore:
l’attenuatore, se possibile, deve essere usato per evitare l’esposizione
involontaria a radiazione laser delle persone presenti. Un attenuatore
o un arresto di fascio deve comunque essere collegato all’apparecchio laser
in modo permanente per evitare l’uscita di radiazione quando l’apparecchio
è in attesa di funzionare.
L'affissione dei segnali di avvertimento:
devono rispondere alla normativa ed essere esposti all’entrata di zone
o ambienti contenenti apparecchi laser.
Il controllo del tragitto dei fasci:
il fascio emesso da ogni apparecchio laser dovrebbe terminare, quando non
in uso, su attenuatori o assorbitori adeguati. I tragitti dei fasci in
propagazione libera dovrebbero comunque essere situati ad un livello tale
per cui i lavoratori durante i loro spostamenti non possano essere investiti
sugli occhi. I fasci laser dovrebbero essere racchiusi quando praticabile.
L’eliminazione delle riflessioni speculari:
devono essere prese precauzioni per impedire la riflessione speculare involontaria
delle radiazioni emesse.
La protezione degli occhi: deve
essere scelto un protettore oculare idoneo tenendo conto almeno della lunghezza
d’onda, dell’esposizione energetica e della confortevolezza (per es. necessità
di utilizzare anche lenti correttrici) che eviti, per quanto possibile,
l’utilizzo di superfici piani riflettenti. Su ogni protettore oculare devono
essere chiaramente indicate le informazioni adeguate ad assicurane l’utilizzo
corretto.
I vestiti di protezione: se necessario,
devono essere indossati vestii di protezione adeguati a proteggere la pelle
dalla radiazione laser. I vestiti devono essere in materiale idoneo ad
evitare il pericolo di incendio.
Formazione
Le persone incaricate all’azionamento di un laser o di un apparato
laser, soprattutto se di classe 3B o 4, devono ricevere una formazione
adeguata. tale formazione deve riguardare (senza tuttavia limitarsi a):
a) la familiarizzazione con le procedure di funzionamento del sistema
b) l’utilizzazione appropriata delle procedure di controllo del pericolo,
dei segnali d’avvertimento, ecc.
c) la necessità di una protezione individuale
d) le procedure di rapporto di incidente
e) gli effetti biologici del laser sull’occhio e sulla pelle
Sorveglianza Medica
Prima di Utilizzare un laser o un apparato laser, soprattutto di classe
3B o 4, si devono fornire al medico competente tutte le informazioni necessarie
al fine di valutare l’eventuale necessità di una apposita sorveglianza
medica
Rischi che potrebbero derivare dal
funzionamento del laser
In funzione del tipo di laser utilizzato vanno valutati i seguenti
rischi accessori:
Contaminazione dell’atmosfera:
gas o vapori provenienti dai sistemi laser a circolazione di gas, o dai
prodotti intermedi delle reazioni laser, gas o vapori provenienti da agenti
criogenici.
Radiazione ultravioletta, visibile o infrarossa:
dovute a lampade a flash, ai tubi di scarica, sorgenti di pompaggio o radiazione
di ritorno.
Pericoli Elettrici: derivati dall’utilizzo
di alta tensione ed energia immagazzinata nei banchi condensatori dei laser
pulsati
Agenti criogenici: rischi connessi
all’utilizzo e alla manipolazione di liquidi criogenici
Pericoli di incendio o combustione:
tale rischio potrebbe permanere anche a grande distanza dall’apparato laser
per l’interazione del fascio con sostanze infiammabili.
Esplosioni: esiste la possibilità
di esplosioni nel banco dei condensatori o nei sistemi di pompaggio ottico
così come di reazioni esplosive di reagenti nei laser chimici o
di altri laser usati nel laboratorio.
Prescrizioni Specifiche per ciascuna
classe laser
classe 2
Una esposizione oculare momentanea non è considerata come pericolosa,
tuttavia il fascio laser non deve essere diretto deliberatamente sulle
persone
classe 3A
L’utilizzo di strumenti ottici (binocoli, teodoliti, ecc.) può
essere pericoloso e va attentamente valutato. Inoltre:
a) nelle zone di utilizzo deve essere affisso un segnale di avvertimento
b) per facilitare l’allineamento del laser e del suo accoppiamento
con il sistema utilizzare mezzi meccanici o elettronici
c) il fascio deve, se possibile, essere fermato alla fine del suo tragitto
d) il tragitto del fascio deve essere situato, se possibile, molto
al di sopra o al di sotto dell’altezza degli occhi
e) devono essere prese le necessarie precauzioni per evitare che il
fascio laser sia diretto, senza intenzione, su superfici riflettenti
f) devono essere prese le necessarie precauzioni affinché personale
non autorizzato non possa utilizzare l’apparecchio laser
classe 3B
Devono essere osservate le precauzioni previste per la classe 3A e
inoltre:
a) il funzionamento del laser deve avvenire in una zone controllata
dagli operatori
b) le riflessioni speculari devono essere evitate
c) il fascio laser deve essere limitato alla fine del suo tragitto
utile da un corpo formato da materiale diffondente di colore e riflettività
opportune
d) se necessari, devono essere usati occhiali appositi
e) nelle zone di utilizzo deve essere affisso un segnale normalizzato
di avvertimento laser
classe 4
Devono essere osservate le precauzioni previste per la classe 3B e
inoltre:
a) i tragitti dei fasci dovrebbero essere protetti da un riparo ogni
volta che ciò è possibile. L’accesso alle vicinanze del laser
durante il suo funzionamento è limitato al personale tecnico che
indossa protettori oculari antilaser appropriati e vestiti protettivi
b) ogni volta che è possibile si dovrebbero usare comandi a
distanza
c) se l’occhio è protetto, l’illuminazione del locale deve comunque
risultare sufficiente
d) l’incendio è un potenziale pericolo associato ai laser di
grande potenza. Per arrestare i fasci vanno quindi scelti materiali adatti
e) speciali precauzioni devono essere prese per impedire riflessioni
indesiderate, il fascio e la zona di impatto dovrebbero essere avvolte
da un materiale opaco per la lunghezza d’onda del laser.