Sei qui: HomeAcceleratoriAcceleratore CN

CN

acc image003Fig.2 - La fotografia rappresenta la colonna accelerante dell’acceleratore CN, al cui vertice si trova il terminale a 7 MV (foto di Andrea Alessio)

Il primo ad essere installato ai LNL nel 1961 è stato l'acceleratore CN, elettrostatico del tipo “Van de Graaff”. Si tratta di un acceleratore verticale, alloggiato in una torre presso il confine nord-est del laboratorio. Alto circa 7 m, alla sua sulla sommità è posto il terminale ad alta tensione (fino a circa 7 milioni di Volt, da cui anche il nome di “CN-7 MV” dato all’apparato), sostenuto da una colonna e, al suo interno, attraversato dal tubo accelerante, lungo i quali si distribuisce uniformemente la tensione elettrostatica, tra i 7 MV della testa fino al potenziale di terra (0 V) a livello del suolo (Fig.2).

Il tutto è contenuto in un grande recipiente metallico (la “tank”), riempito di gas in alta pressione dalle proprietà isolanti. All’interno della testa dell’acceleratore (detta “terminale” di alta tensione) trova spazio la sorgente di particelle (ioni positivi di materiali quali H, He, …) e gli apparati che la alimentano (generatori di tensione, alimentatori, apparati per mantenere il canale del fascio in vuoto), come mostrato in Fig.3.

Le particelle, finchè stanno all’interno del terminale, sono protette dalla sua gabbia di Faraday e non risentono della tensione di quest’ultimo. acc image005Fig.3 –Interno del terminale a 7 MV, con la sorgente del fascio, il sistema di pre-accelerazione e tutta la strumentazione ad essi asservita (foto di Andrea Alessio)Non appena però sono condotte verso il basso da sistemi di deflessione e focalizzazione elettrostatica ed escono dalla zona del terminale, sentono il campo elettrico distribuito lungo il tubo e ne vengono accelerate fino ad una energia finale (all’uscita del tubo) pari a E=q V, laddove q è lo stato di carica dello ione (ovvero è un numero che rappresenta di quante cariche elettroniche lo ione è lontano dalla neutralità) e V è la tensione tra il terminale e massa.

A questo punto non resta che condurre le particelle accelerate verso il bersaglio e il punto misura tramite deflettori e lenti magnetostatiche. Con il CN si accelerano fasci prodotti di protoni, deuterio ed elio (a carica singola o doppia) che sono utilizzati per studi di fisica fondamentale ed applicata. I principali campi applicativi sono: la scienza dei materiali, la radiobiologia, l’iterazione radiazione-materia, il danneggiamento da radiazioni, la dosimetria. Per la fisica fondamentale si studiano ad esempio le sezioni d’urto e/o le funzioni di eccitazio0ne per canali di reazione nucleari ancora poco investigati, cosi' come la spettrometria neutronica/gamma. Inoltre è possibile produrre, da una stazione bersaglio appositamente allestita ed opportunamente schermata, fasci di neutroni di media intensita' (fino a 109 -1010 s-1), in grado di sfruttare la massima corrente di protoni autorizzata (3µA).

LNL Events


All events


40th European Cyclotron Progress Meeting
20-23 September 2017, INFN LNL


LNL Seminars


All seminars

Request form


Octupole deformation studied with symmetry conserving configuration mixing methods
by Dr. Tomás Rodríguez (Departamento de Física Teórica, Universidad Autónoma de Madrid)
Friday, 22 September 2017 from to , LAE meeting room


Results of an experimental Radiation Damage Study for SPES
by Dr. Matteo Ferrari (Department of Mechanical and Industrial Engineering University of Brescia)
Friday, 6 October 2017 from 11:30 to 12:30, Rostagni meeting room


Nuclear physics for the search of dark matter
by Prof. Javier Menendez (Tokyo University, Japan)
Thursday, 12 October 2017 from to ,
LAE meeting room


The Cryogenic Control System of the CERN Neutrino Platform Detectors, NP02 and NP04
by Dr. Marco Pezzetti (CERN)
Thursday, 9 November 2017 from to ,
Ceolin meeting room


Vai all'inizio della pagina